Balaton – Budapest e Carinzia, tour di 6 giorni

Itinerario: Maribor (Slovenia) – Siòfok, Lago Balaton e Budapest (Ungheria), Villach e Graz (Austria) – un tour di quasi 2mila km. (agosto 2019)

COSA DEVI SAPERE PRIMA DI PARTIRE

Perchè Balaton, Budapest e Carinzia in auto: si può vedere Budapest come tante altre capitali europee nel classico 3 giorni con volo low cost. Il vantaggio di avere 5 o 6 giorni è proprio prendersela comoda e avere l’opportunità di visitare graziose cittadine come Maribor o Graz, oziare sul lago Balaton (e farci il bagno), degustare il Tokaji e la Pàlinka nella regione di produzione (poi vi dico cos’è!), scoprire i laghi e le montagne della Carinzia (+castello, abbazie, chiese e terme). Insomma, cultura + divertimento + “folclore locale”+ tanta natura, luoghi turistici ma anche ore in santa pace e pieno relax da gente e folle, come piace a noi.

Per chi è questo viaggio: per tutti!

Cosa portare: il costume da bagno, perchè in questo tour dappertutto si fa il bagno (tra lago e terme…. quindi non solo d’estate!)

Autostrade e vignette: il tour attraversa Slovenia, Ungheria e Austria, e per tutti e tre i paesi serve la vignette. In Slovenia costa 15€ per una settimana, si acquista all’autogrill italiano prima del confine; in Ungheria si fa on line, quando andate all’autogrill per acquistarla prima del confine, portate con voi il libretto di circolazione perchè servono tutti i dati, costa HUF 3.500 per 10 giorni; per l’Austria è un adesivo, come per la Slovenia, costa 9.20€ per 10 giorni, si acquista sempre al confine. Attenzione anche ai vari limiti stradali (sono ben segnalati) si incontrano telecamere di controllo lungo tutto il tragitto. Noi abbiamo trovato lavori in corso per ampliamento e/o adeguamento delle infrastrutture viarie sia in Slovenia che in Ungheria. Santo google map vi aiuterà nel calcolo dei percorsi più veloci. Dall’Italia, abbiamo preferito passare da Gorizia per entrare in Slovenia. qui trovate altre informazioni utili https://www.slovenia.info/it/itinerari-suggeriti/arrivo-in-slovenia-e-in-giro-per-la-slovenia/in-slovenia-in-auto http://www.aci.it/il-club/soci-in-viaggio/per-chi-va-allestero/guidare-in-europa/ungheria.html

(Come sempre, le Info Utili e Essentials by GP in fondo all’articolo con i link)

Prima tappa a Maribor, in Slovenia, che tutti, o almeno tanti di noi, conoscono come rinomata località sciistica.

A parte che era pieno agosto, ma non ha nulla del “paesino di montagna”, neanche le montagne, nel senso che non sono così vicine (o forse non sembrano?) Il centro storico comunque è molto carino, raccolto intorno alla piazza della cattedrale e del castello, con una via pedonale principale costellata di bar, ristorantini e negozietti vari. Nel link più sotto i vari suggerimenti di visita (piccolo commento:certo che la Slovenia ha un sito turistico che è proprio bello, molto completo, in italiano e con un approccio esperienziale molto accattivante. Proprio bravi!). Maribor è un’ottimo punto per fermarsi a pranzo, perchè poi da lì sono ca 240 km alla nostra destinazione sul lago Balaton. L’atmosfera è rilassata, da mezzogiorno di metà agosto. Non l’ho vista, ma pare che qui ci sia la vite più antica al mondo (da 400 anni produce ancora uva, fu piantata durante l’assedio dei turchi e ha il suo bravo museo e anche il suo festival, naturalmente di carattere eno-gastronomico). Ho notato, invece, varie enoteche 😉 a testimonianza della solida tradizione vitivinicola della Stiria e della passione dei suoi abitanti.

Seconda tappa a Siófok, Lago Balaton

Arriviamo nel pomeriggio e ci sistemiamo all’hotel Kentaur, carino, nella prima periferia di Siofok, vicinissimo al lago, in una zona residenziale con tutte villette e casette di vacanza, un bel giardino interno con i tavoli del ristorante all’aperto. La camera, semplice e tutta in legno, ha l’aria condizionata per fortuna perchè fa un caldo bestia, e così decidiamo di andare subito ad esplorare il lago. La signora alla reception ci dice che ci sono 4 km di spiaggia libera a 50 metri, e in effetti eccolo, finalmente il lago. E’ più grande del lago di Garda, e soprattutto più lungo. La costa opposta è un bel quadro di colline e paesini, zona vulcanica (si intuisce dalla forma delle colline) e area di produzione dei famosi vino bianchi di Badacsony. Attenzione al Tokaji. Noi siamo abituati ad un bianco fermo, mentre qui è un vino botritizzato (cioè le uve sono attaccate dalla “muffa nobile”) ed è quindi aromatico, dolce e da dessert e …piuttosto alcolico!.

La famosa spiaggia è un bel prato che si estende in lunghezza, prospiciente al lago, dalle acque basse e calde. E’ una piacevole sorpresa trovare una spiaggia così attrezzata, con bagni, armadietti e cabine a gettone, giochi per bambini, pedalò…, c’è gente ma non ci si sente sopraffatti dalla folla, ,ognuno trova il suo spazio comodamente, io ne approfitto subito per un bel bagno :-). Il lago ha una profondità media di 30 mt, e in particolare in quest’area l’acqua è bassa per una cinquatina di metri (praticamente tipo Rimini, con l’acqua che massimo arriva in vita per decine di metri), perciò nessun pericolo e tanto divertimento. La sera, al tramonto, il lago assume dei colori magici (v. foto in alto) e la nostra “spiaggia” si trasforma in una romantica passeggiata.

Sorvolo un po’ sul fatto che abbiamo provato il ristorante dell’hotel, con la sua ottima grigliata, e con il caldo…. dai che proviamo i vini locali (che vuoi non provarli subito??) e vai di bianco e di rosso, e vai di Tokaji, e poi ma sì, per digerire, che ci consiglia il cameriere? un intero menù dedicato alla Pàlinka, la grappa ungherese; ne scegliamo due diverse (Enrico liscia, io aromatizzata al miele) , buona certo, ma ora come ci si alza da tavola??? storti, e come se no! comunque, dopo un pò, ce l’abbiamo fatta, e siamo perfino riusciti a fare la romantica passeggiata sul lago, e soprattutto siamo riusciti a tornare indietro e salire le scale (ben 1 piano) ritrovando la camera :-).

Terza tappa a Budapest, tripudio di Liberty e Art Déco.

Ho messo sopra nel titolo il link ad un blog che seguo, Penna e valigia, per tutti gli approfondimenti sui luoghi di Budapest da visitare abbinati ai tanti libri che questa città ha ispirato o di cui gli autori hanno vissuto l’atmosfera, la storia, i protagonisti.

Noi, a parte il caldo che abbiamo sofferto (37 gradi!) e che ci ha fatto, a malincuore, rinunciare ad andare alle terme (toccherà tornare 🙂 ) l’abbiamo girata in 2 giorni. Il centro è in grande fermento, tutto si rinnova o costruisce, palazzi, strade, piazze. E’ una città di giovani, oltre che di turisti, e il Sziget ne è una testimonianza importante (uno tra i festival più seguiti del continente). Sta ritrovando i fasti di un tempo, e dell’atmosfera malinconica e un po’ cupa che avevo trovato 30 anni fa, alla mia prima visita, non c’è più nulla. Il Danubio ha chilometri di bella passeggiata attrezzata (a piedi e in bici, che resta un ottimo modo per girare la città) con giardini, panchine e tanti localini. Il castello a Buda, la chiesa di Mattia (Mátiás), il Parlamento, la Sinagoga, la cattedrale di Santo Stefano, il mercato (progettato da Eiffel!) restano ovviamente le attrazioni principali. Per chi ama gli stili Liberty e Art déco, basta alzare lo sguardo oltre le vetrine dei negozi per ammirare ovunque le bellissime facciate dei palazzi, alcuni di questi sono stati ora brillantemente ristrutturati e trasformati in hotel, ristoranti, banche… e sono visitabili al loro interno (ad esempio il Párisi Udvar Hotel Budapest in the Unbound Collection by Hyatt, dove lo straordinario interno vale la sosta per almeno un caffè, o il New York Cafè dove c’è sempre un po’ di coda e c’è un motivo…. il Palazzo Gresham, sede del Four Seasons hotel). C’è poi la Budapest dei “ruin pub”, fenomeno recente di trasformazione urbana dei vecchi edifici di case popolari in bar e street food (simpatici, gente di tutti i tipi, un sacco di sballoni 🙂 ) , e la Budapest che non dimentica le ferite più recenti (la seconda guerra mondiale, le persecuzioni verso gli ebrei, la rivoluzione del 1956, le pallottole ben visibili nei muri delle case) tutto questo convive oggi in una città vivace e dinamica.

Noi abbiamo avuto la speciale guida di Janina, amica e collega di Budapest, e del marito Alessio. Ci ha fatto scoprire la Piazza degli Eroi (Hősök Tere) con una carrellata di storia dei fieri re ungheresi (saremmo parte dell’impero ottomano ora se non ci fossero stati loro?) e la storia dell’Expo Universale, arrivata a Budapest nel 1896 e che ha completamente trasformato la zona oltre la piazza, di cui resta il bellissimo parco, con il castello Vajdahunyad, un pot pourri del meglio dei castelli d’Ungheria il cui risultato è affascinante. Pranzare al Robinson restaurant su una terrazza prospiciente il laghetto del parco con ottimo cibo e vino ungherese, e sopratutto in compagnia dei nostri amici, per poi scendere in città per un caffè al Parisi, suggella questa perfetta mattinata.

Castello Vajdahunyad

Il resto del tempo lo passiamo visitando il centro (la cattedrale in particolare) anche perchè avevo prenotato una serata di musiche e balli folcloristici ungheresi al teatro Danube Palace, lì vicino (prenotazione tramite l’hotel). Se e dove è possibile, adoro andare a vedere/sentire musiche e balli tradizionali, o sentire musiche di gruppi locali nei bar (di solito non manchiamo mai di portarci a casa un cd dai posti dove andiamo). Certo, sono spesso spettacoli per turisti, ma la qualità degli artisti altrettanto spesso è molto buona, come in questo caso. Un turbinio di cembalo, violini, vivaci balli e colorati costumi, tra arie più e meno note. Plauso ai musicisti, e al cembalista, in particolare. Altra particolarità, il teatro si trova al secondo piano di un palazzo 🙂 .

(Ovviamente non si possono scattare foto nè fare video, ma in rete troverete sia l’uno che l’altro per farvi un’idea).

Quarta tappa, Carinzia.

Il viaggio di ritorno verso l’Italia prevede tre notti in Carinzia, da Budapest circa tre-quattro ore, a seconda del traffico e dei lavori in corso. Dopo tanto caldo e tanta città, ci sta bene la tranquillità della montagna e, speriamo, un po’ di aria fresca. Non manchiamo, sul percorso, di fare una sosta a Graz, il cui centro storico è un vero gioiellino, così colorato, ordinato, tranquillo anche in pieno agosto. vale la sosta, che arriva giusta per pranzo, e quindi vai di birra!!

Graz, antico panificio

La nostra base è una piccola gasthof vicino a Villach ed al lago di Ossiach, il più romantico dei laghi della Carinzia. Ci assegnano un monolocale con un bel balcone che si pare su Castello di Landskron; spettacolare la posizione del castello che domina la vallata e bellissimo la sera, tutto illuminato. All’interno, ben ristrutturato, c’è un ristorante e una “arena” dove si svolgono spettacoli con aquile ed altri rapaci che vengono tenuti in enormi gabbie. Vicino al castello c’è una “rarità” che mi ha fatto scoprire un’altra collega, Annamaria, una villa i cui proprietari hanno deciso di trasformare in residenza per macachi giapponesi che se ne vagano liberi qua e là.

I laghi della Carinzia sono vari, e tutti molto belli. Ossiach ha la caratteristica di essere “centrale” come posizione e non troppo grande, ma offrire relax, divertimento, passeggiate….. sia a lago che a monte. Si chiama Ossiacher dal minuscolo paesino di Ossiach, dove si erge una abbazia da cui, dicono, si gode il miglior tramonto, ed effettivamente è uno spettacolo di posto. Ora il complesso è trasformato in accademia musicale e sede per concerti, eventi, mostre. E’ contornata da ristorantini e un paio di hotel, oltre ad un bel parco, insomma, il posto ideale per una sosta.

Dal lato opposto del lago, si prende la cabinovia Gerlitzen e si sale a quasi duemila metri, il paesaggio cambia totalmente e da quassù sembra di volare sul lago! Dopo un sacco di foto della splendida catena alpina in attesa che le nuvole si diradino un po’, decidiamo di fare un lunga passeggiata (alla fine saranno quattro ore, che per noi è lunga!) per arrivare, passando per una sosta in un rifugio, alla stazione intermedia. I boschi sono bellissimi, pieni di mirtilli ed avvolti da un’atmosfera da bosco delle fiabe, complice la nebbiolina. Nonostante sia il 14 agosto, percorriamo chilometri senza incontrare nessuno. Solo noi e i rumori del bosco.

lassù sulle montagne……

Non poteva mancare una visita alle famose terme di Villach, approfittando di una giornata con pioggerellina fastidiosa e della presenza di amici camperisti in zona. Tutti a fare un tuffo alle terme! Mica siamo stati gli unici ad avere questa brillante idea… terme strapiene, moltissimi anche gli italiani. Che fare, contiamo sull’efficienza dell’organizzazione austriaca ed entriamo anche noi. Troviamo il nostro posticino e restiamo letteralmente “a mollo” per qualche ora, girando le varie piscine, per la grande gioia di Aldo, il bimbo dei nostri amici. Cena in una tipica birreria – Villacher Brauhof – nel centro di Villach, con tanto di Villacher (la famosa birra!!troppo buona, decido che prima di tornare si fa un salto al supermercato per una scorta) e schnitzel (la cotoletta).

Gianni ed Enrico, qualche idea su cosa bere stasera?

Da non mancare – The Essentials by GP

  • assaggiare il Tokaji (vino dolce, profumato, liquoroso…fortino, occhio!)
  • passeggiare (o ancor meglio fare il bagno) nel Balaton
  • vedere uno spettacolo di musica e balletti ungheresi
  • farsi un drink ad uno dei ruin pub di Budapest
  • prendere la linea di metro storica per andare alla Piazza degli Eroi a Budapest
  • bere almeno un boccale da mezzo litro di birre Gösser e Villacher (troppo buone!)
  • cenare in riva al lago a Ossiach assaggiando la mitica trota
  • perdersi nei boschi della Carinzia (e ritrovare poi il sentiero 🙂 )

Le Info Utili 

Auto: il giro è di ca 2mila km (partenza e arrivo da Brescia) – per vignette v. sopra.

Tere: tere in ungherese vuol dire piazza, una parola facile ma fondamentale da tenere a mente.

I nostri hotels:

  • Hotel Kentaur a Siófok, un simpatico hotel a 50 mt dalla riva del lago balneabile (una lunga spiaggia di 4 km), con un bel giardino ed il ristorante.
  • Bo 18 hotel Budapest , ottimo 3 stelle in una zona non centralissima ma con parcheggio e a sei-settecento mt dalla metro e ca 10/15 minuti a piedi dalla passeggiata sul Danubio. Il “centro” è comunque raggiungibile a piedi in ca 20/30 minuti. Ottime le camere ai piani superiori e la colazione.
  • Gasthof Waldhof , Villach, Carinzia: pensione con camere e miniappartamenti. Noi abbiamo preso un monolocale, con cucinino, con l’idea “magari ci facciamo qualcosa” (la colazione si può fare nella gasthof), idea subito accantonata alla prima birreria + vista del menù con le prelibatezze locali!

La cabinovia sul lago Ossiach – cosa fare https://www.gerlitzen.com/fileadmin/user_upload/download/sommer/sommerfolder/gerlitzen_sommerfolder_19_it.pdf

e dov’è su google map https://www.google.com/search?q=cabinovia%20lago%20ossiach&rlz=1C1GCEU_itIT855IT855&oq=cabinovia+lago+ossiach&aqs=chrome..69i57j33.7005j0j7&sourceid=chrome&ie=UTF-8&npsic=0&rflfq=1&rlha=0&rllag=46659659,13901645,0&tbm=lcl&rldimm=16361966534290946351&lqi=ChZjYWJpbm92aWEgbGFnbyBvc3NpYWNoSJmVrdPlgICACFolCgljYWJpbm92aWEQACIWY2FiaW5vdmlhIGxhZ28gb3NzaWFjaA&phdesc=gFZr7hUjHmc&ved=2ahUKEwiyxZz_9pvkAhUQNOwKHWp8AwEQvS4wAXoECAoQDQ&rldoc=1&tbs=lrf:!3sIAE,lf:1,lf_ui:1&rlst=f#rldoc=1

I nostri ristoranti:

  • Hungarian Hell’s kitchen : ho messo il link direttamente a #tripadvisor . Certo, è turistico, però è in pieno centro, quasi alla fine della Vaci utca (la via pedonale dello shopping) e il cibo è buono, senza avere prezzi astronomici. Tovaglie bianche e rosse e spettacolo (SEMPRE!) di cembalo e violini. Gli artisti sono navigati … ma prima o poi un po’ di atmosfera folcloristica ungherese ci vuole, no?
  • Robinson Restaurant Budapest : grazie all’amica e collega Janina che, insieme al marito Alessio, ci ha fatto conoscere questo ristorantino, perfetto per un pranzo nel parco in zona Piazza degli Eroi, con un’ampia terrazza aperta direttamente sul laghetto. Piatti della tradizione ungherese cucinati e presentati bene, buona lista vini, curato il servizio, atmosfera rilassata e sufficientemente raffinata da farti sentire coccolato ma non così chic da doverti sentire fuori posto in bermuda (come eravamo noi!). E brava Janina!
  • Burg Landskron al castello di Landskron: si può fare aperitivo o cena, la vista da lassù è impagabile (e anche l’arietta fresca!). Nel ristorante interno, su prenotazione, buona scelta di piatti della tradizione austriaca, un ristorante che vorrebbe essere raffinato, ma io ho trovato un capello nell’insalata, e il cameriere ha fatto spallucce (mica me lo ha cambiato) quindi è partita una recensione su tripadvisor con bel lamentone. La vista, in ogni caso, vale la salita. Secondo me è ottimo per un aperitivo al tramonto (così non si rischia con insalata! 🙂
  • Strandgasthof Seewirt : romanticissimo mangiare sotto gli alberi, in riva al lago. Qualcuno mi spiega perchè da me è pieno di insetti se mangio sotto un albero, e qui neanche una zanzara, una mosca, una formica, NULLA!!!!??? solo le anatre che passano sul lago… p.s. è anche hotel e appartamenti.

ed ecco qualche foto del viaggio… partendo dalla fine!

Pubblicato da iviaggidigp

Viaggiatrice per passione, sempre curiosa. Condivido esperienze e suggerimenti pratici, memorie di luoghi, persone, impressioni, colori, suoni di questo bellissimo mondo che ci circonda e che non finirà mai di sorprendermi.

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